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Roberto Burioni è un caprone qualsiasi?

Qualche problema c'è, e forse sta nel fatto che sia un arrogante, borioso, cafone e sgradevole personaggio

Roberto Burioni è un medico immunologo che è riuscito a passare in breve tempo dall’essere paladino della scienza all’essere un insopportabile borioso stronzo e prepotente, che mi auguro di non incontrare mai per strada perché la gente che guida come lui parla la conosco bene.

Di solito sono quelli che mentre stai imboccando l’uscita ti sorpassano con la Porsche Cayenne parlando al cellulare, e dopo averti sfanalato e strombazzato si infilano in quel metro e mezzo che ti separa dal camion che hai davanti pretendendo che tu gli faccia strada. Perché loro stanno lavorando e hanno da fare, non hanno tempo da perdere come ce l’ha un pezzo di merda come te.

Questa è la definizione più vicina e comprensibile dell’immagine che ho di Roberto Burioni, anzi di Roberto Borioni come lo vorrei ribattezzare, immagine che ormai è purtroppo condivisa da tante persone.

Peccato, perché non è sempre stato così. O almeno prima non si sapeva.

Chi (era) Roberto Burioni?

A Cesare quel che è di Cesare.

Burioni era un eroe per tutte quelle persone che, come me, credevano nella scienza. Un faro per tutti quelli che, visto il dilagare della follia antivaccinista, avevano fatto gruppo intorno a lui sostenendolo e confidando nelle sue capacità di riportare scienza e logica laddove queste stavano sparendo.

Burioni è un importante immunologo, un medico di fama riconosciuta che ha dato un contributo concreto al mondo dei vaccini. Non è uno che parla per dare fiato alla bocca, è uno che ha fatto molto e che fa molto.

È diventato noto al grande pubblico per alcune comparizioni televisive (celebre quella con Red Ronnie, convinto antivaccinista) e per essere particolarmente attivo nel campo della divulgazione scientifica. Recentemente ha pubblicato un libro che si chiama La congiura dei somari, perché la scienza non può essere democratica nel quale dà secondo me una lettura efficace e misurata del perché ci si debba fidare della scienza e di come l’informazione errata possa fare dei danni.

Quel libro, che ho letto volentieri, è un manifesto di buon senso. Il vero problema è che il Sig. Burioni parla molto bene, ma quando si deve confrontare con gli altri razzola molto male. Anzi, malissimo.

Ecco come NON funziona la scienza

L’attività di Burioni è particolarmente intensa online, gestisce infatti una pagina Facebook molto seguita dove le persone ingenuamente credono di trovare risposte ai loro dubbi. Il problema è che Burioni anziché aiutarle a capire le prende per il culo e le umilia pubblicamente.

E non parlo degli insulti verso quelli che arrivano lì con l’intento di screditarlo e di gettare merda sulla scienza, perché quello sarebbe comprensibile e anche giustificabile a volte, parlo della boria con cui prende per il culo anche chi fa domande innocenti.

L’argomentazione che usa Burioni per gestire qualsiasi discussione è sempre la stessa: «lei è un ignorante, studi e vedrà che la penserà come me», spesso condita con epiteti al limite dell’insulto e comunque denigratori verso chi ha davanti.

«Nella scienza non ci si fida di medici o scienziati, non importa quanto siano importanti e autorevoli. Si devono valutare i fatti e i ragionamenti»
– Dario Bressanini

Questo atteggiamento non cambia, anzi si inasprisce e diventa ancora più violento, quando di fronte non ha una persona comune che si occupa d’altro ma un docente, un ricercatore o uno scienziato che gli fa notare come il suo atteggiamento sia dannoso per la divulgazione scientifica.

Proprio in questi giorni ha dato del fallito a un Professore universitario “precario”, colpevole secondo lui di non essere ancora diventato Professore Ordinario a 40 anni suonati, e il tutto solo perché si era permesso di muovere delle critiche alla sua gestione personalissima della divulgazione scientifica.

Burioni, o meglio il Sig. Borioni, contraddice se stesso e i principi più elementari della scienza e del metodo scientifico: nella scienza le persone non contano un cazzo, contano solo i fatti, le prove e le dimostrazioni.

“Studi e la penserà come me” è quanto di più antiscientifico possa esistere ed è Burioni stesso che affronta giustamente questo argomento nel capitolo del suo libro dedicato ai premi Nobel che nella storia sono impazziti e hanno iniziano a straparlare a vanvera.

Perché parla bene e razzola male?

Lei non sa chi sono io!

Se nella scienza non sono i cognomi ma le prove e i fatti a farsi strada, nella divulgazione scientifica invece, che è materia delicata di comunicazione, è proprio il rapporto di fiducia con il divulgatore che ha un ruolo centrale nell’efficacia delle sue parole.

Paradossalmente è proprio qui che Burioni fa i danni peggiori: come può risultare autorevole una persona che non è in grado di argomentare una sua opinione e sfocia sempre nell’attacco personale?

Burioni sarà pure uno scienziato straordinario, e secondo me è anche un ottimo autore, ma è chiaro che non è in grado di gestire il confronto pubblico. Non sa contenersi nelle reazioni e in preda a un delirio di onnipotenza si ritiene autorizzato a trattare tutti come merde.

Il suo atteggiamento genera odio nei suoi confronti e allontana il pubblico cui lui dovrebbe rivolgersi: gli antivaccinisti e i sanamente dubbiosi, coloro che mettono in discussione anche la scienza.

Perché, parliamoci chiaro, la scienza è per definizione mettere in discussione le cose, la scienza si basa sul metodo scientifico che è fatto di dubbi, di controprove, di necessità di dimostrare le intuizioni, di idee che devono essere in grado di convincere chi ancora non è convinto.

Se andate adesso sulla pagina di Burioni troverete solo elogi e ringraziamenti stucchevoli che non trovereste nemmeno sulla pagina del Papa. È diventata una torre d’avorio.

Burioni dal punto di vista della comunicazione ha fallito su ogni fronte, sta comunicando con chi non ha bisogno di lui. Ha allontanato il pubblico a cui voleva (spero) rivolgersi per trasformare il suo giardinetto in un mausoleo autoreferenziale e sterile.

Voglio spezzare una lancia nei suoi confronti, calmarmi, e pensare che non sia uno stronzo fino a dentro il midollo, come potrebbe sembrare. In fondo io so molto bene cosa significa stare su internet, lo so da quando avevo 14 anni e sono stato travolto da una montagna di merda come ho mosso il primo passo qui dentro. Lo so perché oggi continuo a comunicare sul web e gli insulti continuano ad arrivarmi.

Voglio pensare che Burioni di internet e di web e di comunicazione non capisca semplicemente un cazzo e non sia in grado di gestire la sua immagine pubblica. Probabilmente è animato dalle migliori intenzioni, ma alla prova dei fatti come viene contraddetto sbotta e gestisce la comunicazione come farebbe un Pubblico Ministero in aula durante un dibattimento.

Questo non funziona. Ci sta il sarcasmo, anche gli insulti, ma il suo è un atteggiamento metodico.

Borioni ti prego, torna ad essere Burioni. Se non sei in grado di gestirti allora limitati a fare ciò che sai fare bene, anche nel campo della divulgazione. Scrivi libri, articoli, registra video. Ma disattiva i commenti, non sono cosa per te.

Approfondimenti

Vi lascio due video molto interessanti, uno di Dario Bressanini, che sta diventando il simbolo stesso della divulgazione scientifica in Italia e su YouTube. Il secondo è di Rick DuFer, un filosofo molto bravo che in questo video affronta il metodo Burioni.

Buona visione.

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