Porca vacca, siete dappertutto - Racconto di un viaggio in Svezia - be.Beap
Chiusura menu principale

Porca vacca, siete dappertutto – Racconto di un viaggio in Svezia

Sono arrivato in Svezia, pronto a raccontare il mio viaggio tra le isole dei pescatori. Ma qua ci sono anche distese di Vacche e tante altre cose bellissime

Luca Andreini
1 settembre 2018
Porca vacca, siete dappertutto – Racconto di un viaggio in Svezia

Quando atterri a Stoccolma Svanska hai la sensazione di avere sbagliato aeroporto. Lo dicono in molti, e lo faccio presente pure io; non è mai bello pensare di essere atterrati nel posto sbagliato, soprattutto se ci vieni per la prima volta. Ma qui dicono che sia sempre così. È uno scalo mobile, che ampliano a seconda dei periodi dell’anno.

Perché la Svezia occidentale? Bei colori, bello stile di vita, belle fattorie e strade dritte dritte che per imparare a non sbandare sono la cosa migliore. E poi “Pensavo, pensavo a quanti anni sono che non vado più a pescare… mi piaceva così tanto andare a pescare, non sono più andato…”

Qui, tra la Vacche, bionde, ci stiamo sette giorni. Io, Claudia, una Volvo e la tenda. A seconda della situazione alterniamo notti in macchina e notti accampati vicino ai pescherecci. La mattina ci alziamo presto, per curiosare riguardo la vita dei pescatori e di come il primario sia ancora, qui veramente, primario. L’ultimo Primario che ho visto è quello che mi ha sistemato le ginocchia.

La prima notte a dire la verità l’abbiamo fatta accampati al terminal. Ma questa è un’altra storia. Prima tappa è Göteborg, snodo nevralgico dell’accesso alle Isole svedesi che a noi, in realtà, serve giusto per fare una sosta e per toccare con mano il fatto di essere arrivati per davvero. Passare dalla città all’estremo selvaggio è sempre un passaggio utile.

Manstrad, Smögen e Hällo. Sono queste le tre meraviglie che ci affliggono per i primi tre giorni. Troppo belle per essere immortalate da cima a fondo, sono comunità costiere della Svezia dove le principali attrazioni stanno in grandi moli, fari diventati caffè oppure ostelli, similfiordi, foche e riserve naturali. Qui, incontriamo un’artigiano del mare, un ragazzo che costruisce barche ma che per arrotondare lavora in un chiosco. Vende solo pesce. Ed è sempre qui, che ad un certo punto, questo mi guarda ed esclama in un italiano storpiato “Porca vacca, siete dappertutto”

Claudia lo esamina e lo riconosce, è lo stesso che in quel buco di culo di aeroporto, così lontano dal mare, smerciava prue, e pure poppe ad un pastore insieme alle sue… vacche. Ed io che pensavo che il titolo, ad inizio viaggio, mi guidasse a parlare di altro.
E ora sei lì che peschi e sei solo e se sei solo… sarai tutto tuo, non pensi più a niente. E ad un certo punto senti una voce gentile, una voce garbata. Una voce che abbiamo sentito almeno tutti una volta nella vita, una voce di dentro una voce che ti dice… uèh… uèh… uèhi… come sei fortunato. Oppure “Uèh, Uèh, Uèhi, porca vacca siete dappertutto”

Bene, pescare ci dà la grande occasione di sentire quella voce garbata. La stessa che mi chiama e mi ordina di addormentarmi, a sacco a pelo pronto, perché domani si riparte verso nuovi luoghi di mare. E di vacche.

Il prossimo episodio.

Altri articoli che ti potrebbero interessare
Mi calo i pantaloni davanti a Karl e 5 consigli per un viaggio tascabile – Racconto di un viaggio in Svezia

Mi calo i pantaloni davanti a Karl e 5 consigli per un viaggio tascabile – Racconto di un viaggio in Svezia

Sono arrivato in Svezia pronto a raccontare il mio viaggio tra le isole dei pescatori. Dopo 5 giorni e 1350km ho già capito che ne è valsa la pena

leggi l'articolo
Cosa ho imparato dal Web Marketing Festival 2018

Cosa ho imparato dal Web Marketing Festival 2018

Ho imparato che il mondo del Web Marketing è fatto di scontri, di battaglie di idee e di collaborazione. E ho imparato che l'Italia ha molto da dire

leggi l'articolo
Punk Rock Summer Nationals: le disavventure di una povera stronza fotografa

Punk Rock Summer Nationals: le disavventure di una povera stronza fotografa

Avete presente quando ci sono tutti i presupposti perché vada tutto bene, e invece niente lo fa? Ecco, tipo me ieri

leggi l'articolo

Report della prima serata del MiAmi 2016

Sono stato al festival più importante di musica indipendente italiana

leggi l'articolo
Due sociopatici al Groezrock: ecco come siamo sopravvissuti (e come potete farlo anche voi)

Due sociopatici al Groezrock: ecco come siamo sopravvissuti (e come potete farlo anche voi)

Il festival punk più grande d'Europa è il posto adatto per individui sociofobici con gravi problemi irrisolti, noi ne siamo la prova. È indispensabile solo un po' di capacità di adattamento a situazioni estreme e a rischio di sopravvivenza e un po' di doti organizzative

leggi l'articolo
Marras goes to Vinitaly

Marras goes to Vinitaly

La recensione dei dieci migliori assaggi, elemosinati in un mare di stronzi chiamato Vinitaly 2016

leggi l'articolo