Manifesto - be.Beap
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Manifesto

Questo manifesto muterà nel tempo perché insegue le urgenze che di volta in volta percepiamo vivendo il quotidiano.

Non crediamo negli assolutismi e non pensiamo che esistano principi eterni: tutto muta e finché saremo vivi muteremo con il tutto.

Crediamo nel mondo del web e inseguiamo la libertà di parola e di pensiero senza alcun limite. Sia la nostra che quella degli altri.

Siamo contro i reati di opinione.

Pensiamo che destra e sinistra abbiano pari dignità, che le differenti visioni del mondo si traducano in politiche differenti, ma che consideriamo in ogni caso democratiche e legittime.

Per noi i fascisti sono coloro che agiscono come fascisti e non necessariamente coloro che si dichiarano fascisti. Al contrario, sappiamo che in alcuni casi sono persone che si ritengono di sinistra a comportarsi da fascisti.

Siamo per la parità di diritti tra sessi, ma pensiamo che il miglior modo per ottenerla sia riconoscere e rispettare le naturali differenze di genere, smettendo di parlare di quote rosa e femminicidio.

Rispettiamo i diritti di tutti e ci mettiamo nei panni di tutti. Riconosciamo, per esempio, il diritto di una donna al lavoro, anche nel caso in cui desiderasse diventare mamma. Così come riconosciamo il problema del datore di lavoro, che avrà difficoltà nel sostenere sia lo stipendio della mamma che quello della persona che la dovrà sostituire. Pensiamo che sia lo Stato a doversi fare carico del problema, visto il tributo di sangue che ci chiede ogni anno tra tasse e balzelli.

In generale crediamo che l’affermazione il lavoro è un diritto sia quantomento incompleta. Perché sappiamo che al diritto di qualcuno deve corrispondere il dovere di qualcun altro, ma in questo caso proprio non siamo riusciti a trovare il soggetto che ha il dovere di fornire lavoro.

Sappiamo che quasi sempre l’abito fa il monaco.

Tutto questo non ci impedisce di pensare che sia necessario un rispetto di base nei confronti delle persone, dei lavoratori e di chiunque abbia la dignità di essere umano, che per quanto ci riguarda appartiene a tutti indistintamente.

Riconosciamo l’importanza dello Stato, dei suoi confini e del rispetto delle regole e delle Istituzioni, ma non ci facciamo problemi nel criticare e combattere quelle esistenti se riteniamo che non funzionino bene.

Onoriamo il diritto di tutti di fare schifo a casa propria, nella speranza che questo gesto d’amore venga sempre ricambiato.

Il mondo che amiamo è fatto di tecnologia che ci consente di esprimerci, di fruire di contenuti di qualsiasi natura e di generarne per condividere con gli altri le nostre esperienze.

In altre parole amiamo un mondo che ci rende liberi.

E la libertà secondo noi è contagiosa, per questo abbiamo deciso di fare gli untori.

Andrea Lombardi
Davide Marras

Veronica Lecchi