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Mi calo i pantaloni davanti a Karl e 5 consigli per un viaggio tascabile – Racconto di un viaggio in Svezia

Sono arrivato in Svezia pronto a raccontare il mio viaggio tra le isole dei pescatori. Dopo 5 giorni e 1350km ho già capito che ne è valsa la pena

Luca Andreini
4 settembre 2018
Mi calo i pantaloni davanti a Karl e 5 consigli per un viaggio tascabile – Racconto di un viaggio in Svezia

Lo scorso episodio.

QUI FJÄLLABACKA – Scrivo da un peschereccio al punto più a ovest del territorio scandinavo. Attorno a me ho la Danimarca, la Norvegia e l’Inghilterra. Insomma, non sono mica da solo. Eravamo rimasti che stavamo, io e la mia compagna di viaggio, nei pressi di Smögen, ma da quel giorno di cose ne sono successe per fortuna.

PER MARE – Dall’isola madre dei pescatori ci siamo spostati in una delle cittadine più piccole e pittoresche, Fjällabacka, poi in barca fino al punto in cui vi sto scrivendo. Andare alla scoperta di queste isole vuol dire incontrare Karl e salpare con lui. Poi ti fa provare la barca, ed è pazzesco. È stato da questo momento in poi che ho capito che mi sarei dovuto calare i pantaloni e spendere i miei spiccioli da viaggiatore solo ed esclusivamente per questa gente.

Perchè? Semplice; quando le persone che incontri sulla tua strada ti offrono lo possibilità di entrare nelle loro vite e nei loro ricordi non puoi far altro che pagarle spendendo tutto ciò che fino ad ora hai risparmiato sul tuo cammino.
Scherzo, mi sono calato i pantaloni perché lui e la sua ciurma di amici ci hanno chiesto un tuffo in compagnia alla ricerca di ostriche. Da queste parti ne viene prodotto il 90% di tutta la Svezia.

Con insenature rocciose e vivaci paesi che sembrano usciti da una cartolina nordica; e anche l’interno, costellato di laghi, foreste, castelli e canali. È questo quello che abbiamo visto durante i primi giorni di inserimento svedese. Esatto, perché come giovani disagiati e disagianti stiamo provando a vestirci di nuove tradizioni. È il nostro faticoso modo di viaggiare tanto che ad un certo punto della vacanza è ricorrente un: “Aspetta, fermati, mi ci vuole una vacanza”

DI NUOVO IN MACCHINA. Dalla vita occidentale marina alla città. Alle spalle ci lasciamo infinte strade, infinite foreste, insomma, infiniti di qualsiasi genere. La vegetazione cambia ma il verde resta sorprendentemente ovunque. Dai pescatori a Stoccolma, per raccontare un nuovo pezzo di questa terra che vi consiglio in cinque consigli per visitarla.

1- Noleggiare una Volvo (Le macchine prodotte qui sono tutte disponibili full optional a prezzi di mercato. Vengono consegnate senza costi aggiuntivi alla massima cilindrata).

2- Gli itinerari non esistono, disegna la tua carta (gli itinerari li fanno gli altri, la carta di viaggio la crei tu. È differente; non c’è nulla di preimpostato, ci sono solo strade da seguire con un numero elevatissimo di alternative ed esperienze da fare sul cammino).

3- Usa una guida solo per le grandi città (lo consiglio perché mettersi in difficoltà è una variante interessante per intendere un viaggio. Nei posti più disparati è sempre utile chiedere e relazionarsi con la gente del posto. Non abbiamo mai fatto escursioni programmate ma ci siamo cercati la fortuna nel farci scarrozzare da abitanti del posto. Risultato? Abbiamo ripagato in gratitudine).

4- Inserisci nella tua carta 2 città (se l’obbiettivo è quello di visitare gran parte di un territorio, le città possono anche passare in secondo piano. Una occorre per l’arrivo e come base di appoggio, l’altra per essere visitata. È una teoria che per la Svezia calza a pennello, essendoci solo 3 grandi città e tanto altro da curiosare).

5- Se devi scrivere del tuo viaggio ricorda che c’è poco di nuovo da dire. La cosa più efficace è trovare il modo di dire le cose come una persona ha sempre cercato di dirle. Ma guarda caso non ci è mai riuscita.

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