Adattare un logo all’era del responsive

Il design di loghi semplici e versatili, al di là dei trend attuale, è diventato sempre più importante, tant’è vero che i loghi dei brand più importanti al mondo sono stati ridefiniti e semplificati in favore del responsive web design
Adattare un logo all’era del responsive

Certo, qualche anno fa sarebbe stata folle, o addirittura demenziale, pensare solamente ad alterare il logo di un’azienda per assecondare il mezzo attraverso il quale venisse riprodotto. Ma in un’era del marketing in cui le imponenti affissioni pubblicitarie nelle città convivono tranquillamente con gli smartwatch, l’idea dei loghi responsive non è poi così scandalosa.

Premessa: il cervello umano ricorda le forme semplici molto più di quelle complesse

Questo non è certo un concetto che scopriamo solo ora che il web design ha dato una notevole spinta in favore della semplificazione.

Si guardi al primo logo della Apple - raffigurante Isaac Newton con la mela pronta a cadergli in testa - disegnato dall’ingegnere Ron Wayne nel 1976. Wayne era indubbiamente un buon disegnatore amante della complessità (non a caso era un ingegnere), ma di certo non convinse Steve Jobs che nemmeno dodici mesi dopo affidò al graphic designer Rob Janoff la creazione di qualcosa di più semplice e memorizzabile.

Addio Newton. Ne rimase solo la mela (morsa o ammaccata?): quella mela che quarant’anni dopo è rimane una delle icone pop più conosciute.

Percorso analogo, e più recente, fu quello della F più famosa del mondo.

Bene, dopo questa importante premessa, torniamo a parlare di loghi responsive.

Ma si deve per forza semplificare?

Capisco che per alcuni imprenditori un logo sia molto più di una firma.

Capisco perciò il loro modo indispettito e spesso poco gentile nel rivolgermi questa domanda, ma in caso di loghi troppo complessi, la mia risposta non può che essere sì.

Il logo è la firma del lavoro attraverso il quale ci si guadagna da vivere, ed è dunque fondamentale adattarlo all’epoca e ai mezzi del quotidiano, ovvero ai 5 pollici degli smartphone dei clienti.

Prendiamo in considerazione i due loghi qui sotto.

Il logo a sinistra appare abbastanza complesso e non adatto al ridimensionamento in schermi di dimensioni ridotte; il logo di Tumblr, invece, appare molto semplice, pulito e facilmente memorizzabile, dimostrandosi malleabile a ogni tipo di ridimensionamento.

Basta scalare di poco il logo GameOn! per renderlo confuso e poco decifrabile. Il logo di Tumblr, come si nota, non presenta questo problema.

Questo confronto dimostra come i design semplici, puliti e versatili sono più efficaci rispetto a lavori complessi. Il logo GameOn! sicuramente si adattava bene al contesto originale nel quale fu concepito. Tuttavia nel contesto attuale in cui i siti responsive fanno da padroni, l’incapacità di adattarsi può rivelarsi un vero e proprio problema.

A questo punto non mi si fraintenda, quello che propongo non è per forza un cambiamento radicale come gli esempi sopracitati di Apple e Facebook, ma anche rapide soluzioni di questo tipo:

Less is more!

Ridurre all’osso le forme e i dettagli di un logo porta a una maggiore leggibilità quando esso si trova ridotto a minuscole dimensioni. Questo è uno dei principali motivi per cui il Minimalist Design è tornato a essere popolare come non mai.

Due esempi significativi sono senz’altro i loghi Google e Instagram.

Riduzione progressiva dei dettagli

Diffusa è la convinzione per cui l’identità di un brand e il suo riconoscimento vengano compromessi quando uno o più elementi vengono “sacrificati” in favore di una minimalizzazione del logo stesso.

Falso.

Come sperimentato da Joe Harrison, non sono necessari drastici cambiamenti: “più la finestra del browser si restringe, più il logo deve gradualmente perdere i proprio dettagli fino a raggiungere l’astrazione."

Infine, varie gradazioni di colore possono compromettere la decifrabilità di un logo sui piccoli schermi. Il restyling del logo Jaguar è un esempio che fa al caso nostro: risulterebbe arduo ridimensionare il suo effetto cromatico, perciò è stata realizzata una versione alternativa del logo dove ne sono stati mantenuti esclusivamente i dettagli necessari per mantenerne la riconoscibilità.

Eliminare il testo

Un crescente numero di aziende ha progressivamente ridefinito la semplicità del proprio logo eliminando ogni parte testuale che originariamente accompagnava il marchio.

Twitter ne è un esempio emblematico: partito con uccellino bubble-style che serviva esclusivamente ad attirare l’attenzione sulla scritta, si è arrivati alla versione ultra-semplificata di oggi: nessuna scritta, nemmeno una semplice 'T', ma solo con la forma del volatile in flat-stile.

“Twitter is the bird, the bird is Twitter. There’s no longer a need for text, bubbled typefaces, or a lowercase ‘t’ ti represent Twitter.”

Doug Bowman, creative director.

Questo significa che ben presto tutti i loghi saranno solo semplici icone?

Beh, forse mi sono spinto troppo oltre. I loghi qui sopra esemplificati appartengono a brand famosissimi in tutto il mondo, quindi non hanno avuto bisogno di farsi molti problemi nel ridurre il proprio logo a semplice icona, essendo un’icona il loro stesso brand.

Tutti i loghi diventeranno delle semplici icone, dunque? Probabilmente no. Tuttavia è inutile negare l’influenza che il responsive web design stia avendo su ogni tipo di branding, e sarà interessante guardare dove questo ci porterà.

I loghi della nostra epoca variano a seconda di ogni schermo, subiscono orizzontalizzazioni e verticalizzazioni, si trasformano da wordmark a semplici icone adattandosi alle dimensioni della finestra del browser, fino a cambiare colori per soddisfare le esigenze visive di siti web dal background dalle tonalità chiare o scure.

Compito del logo designer è educare e aiutare il cliente ad abbracciare questo nuovo e flessibile approccio, ma solo se ritiene che tale attività necessiti tale tipo di adattamento.

Il rigido punto di vista per cui il logo è sacro e immutabile è stato definitivamente accantonato verso una nuova concezione secondo la quale il logo è modificabile in qualsiasi momento, dove il logo reagisce positivamente ai cambiamenti tecnologici e sociali, senza aver paura di trasformazioni anche radicali.

Pubblicato il 6 marzo 2017
Si parla di Visual

Stronzo metti un like
Iscriviti alla newsletter, cane
Commenti